No Facebook

 

Quella di iscrivermi a Facebook è stata una delle cavolate più incredibili che abbia fatto in vita mia.

Quella di togliermi, una delle cose più intelligenti.

Non sono mai stati una di quelli con il profilo con millemila amici, neppure all’inizio, quando ancora non avevo capito che è inutile avere come amici su Facebook delle persone con cui magari non parli o a cui neppure scrivi.

Un giorno ho deciso di “fare lo spoglio” degli “amici”: avrei tenuto solo quelli che mi interessavano veramente, le persone con cui ero in contatto solo tramite Facebook perché mi erano utili ma di cui non volevo avere il contatto telefonico, e gli amici che potevano postare foto con me. Numero ridotto ad un terzo circa, dei già pochi che avevo (un centinaio).

Poi lo “spoglio delle pagine a cui ho messo <<mi piace>>”: non ne ho salvata una.

Poi ho pensato: “perché ormai non mi tolgo?” e ho riflettuto sul fatto che in effetti Facebook mi serviva solo ad una cosa: perdere tempo.

Ecco il primo motivo: il tempo. Mi trovavo spesso nella situazione in cui programmavo tutta la giornata per benino, sempre lasciando un lasco di tempo di mezz’ora nella tabella di marcia, per cui se per le 17.00 dovevo aver terminato un capitolo, mi davo tempo al massimo per le 17.30, dopodiché mi sentivo autorizzata a darmi della fallita per quel giorno. Invece di trovarmi alle 17.30 mi trovavo anche alle 21.30, tutto perché qualcuno mi aveva scritto su facebook e tra uno sguardo e l’altro, lo scroll mi aveva portato sui post degli altri “amici” e sulle pagine con il “mi piace”.

Il motivo numero 2, ma non per questo di importanza secondaria, sono gli “amici”. Quante virgolette dovrei usare per questi “””””””””amici””””””””? Sì perché amici non credo siano questi personaggi che ogni tanto ti mettono un “mi piace” o ti scrivono “ciao bella, come stai? :* “. Credo che se ci si pensa un po’, la conclusione a cui si arriva è che i casi sono due: o gli “amici” di Facebook non sono veri amici, o l’amicizia ha perso valore. Facebook NON è il mondo reale, e come tale non può ospitare amici reali.

Motivo numero 3: gli “amici” che intasano la bacheca con i loro post, con commenti che non stanno né in cielo né in terra. E poi, chi non ha un amico ignorante che commenta episodi della vita politica che fanno rizzare i capelli in testa? O chi non ha amica la classica bimbaminchia (che magari tanto bimba non è, dato che la moda si è diffusa anche fra le fasce d’età un po’ più alte) che si fa le foto in bagno (in modo tale, probabilmente, da stimolare il nostro spirito di osservazione per vedere se riusciamo a distinguere chi dei due soggetti è il WC)?

C’è anche un quarto motivo: non ci si fa i cavoli propri, neanche a volerlo. Il tipo che ti piaceva tre anni prima si è messo con la tizia che non puoi sopportare e adesso eccoli là. E allora sparli con la tua amica (in questi casi ero l’amica, non quella che sparlava, dato che non mi è mai capitato un singolo episodio così, per fortuna). A me succedeva spesso di vedere le foto di un amico magari in vacanza, magari ad una gita o ad una festa, e mi perdevo a commentare in giro per gli album e le bacheche.

Il quinto motivo, e per stavolta è l’ultimo perché non me ne sono venuti in mente altri è quello di cui meno ci preoccupiamo e che invece è più importante del tempo: la privacy. Non ci rendiamo conto di quanto sia in pericolo.In facebook molte persone registrano tanti dati personali, che (al di là della data del compleanno) può essere anche pericoloso divulgare. A parte “essere sposato/a, findanzato/a, fratello/sorella di” eccetera, le informazioni personali le possono vedere in molti (in troppi) e ognuno è esposto agli occhi di tutti. Certo, ci sono le impostazioni della privacy grazie alle quali si può scegliere cosa deve vedere chi, ma il miglior filtro è senz’altro l’utente stesso, che deve stare attento a cosa condivide con gli altri.

Riporto quindi ciò che mi ha dato più fastidio: io ho disattivato l’account, però questo non è stato eliminato, perché è lì, latente, che aspetta solo che io ci ricaschi come una polla. Ma non succederà, credetemi.

Esistono effettivamente dei modi per cancellare definitivamente il profilo Facebook. Tuttavia, non è questo che voglio sottolineare: lo stesso Mr. Zuckerberg ha una concezione molto contorta di cosa significhi “cancellazione”, e infatti vorrei focalizzare l’attenzione sul fatto che il social network cerca in tutti i modi di legarci a sé, di non lasciarci andare, anche a costo di trattare le nostre informazioni come se non avessero alcun valore, e cercando di “ingannarci” con la disattivazione dell’account, che però non mette assolutamente la parola FINE all’esperienza Facebook dell’utente.

Detto questo, credo che vi sarete trovati senz’altro nella situazione che ho descritto in almeno uno dei 5 punti.

Allora, siete ancora su Facebook o vi state facendo una vita propria?

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