Il treno ha viaggiato abbastanza lentamente da potermi rendere partecipe del paesaggio che vedo per la prima volta.

Premetto che le foto sono state scattate con il cellulare, e che io non sono assolutamente un genio della fotografia, e pertanto faranno anche piuttosto pena (motivo in più per recarsi di persona a vedere questi meravigliosi luoghi!).

Non ho mai viaggiato in Italia in treno. I 3 viaggi per Siracusa da Venezia li ho fatti in volo, ma adesso che ho la possibilità mi guardo attorno.

I colli sono dolci, niente asperità dolomitiche e niente valli strette. La tavolozza è chiara e armonica, tutta sul giallo e il verde chiaro, colori “terrosi” che ben si sposano con l’azzurro del cielo senza neanche una nuvola (oggi siamo stati fortunati, dopo mesi e mesi di pioggia sembra di essere in un altro mondo).

I miei occhi si spostano subito alle piante: ulivi, viti, cipressi e pini marittimi, ovvero piante che nel nostro territorio non si vedono assolutamente e che mi danno da sempre l’idea di mare e lontananza. In particolare mi colpisce il contrasto dei due lati delle foglie dell’ulivo, che rispecchia quello tra il verde scuro della vegetazione e il cielo, sereno ma con una patina argentea di lievissima foschia.Guardea

Lugnano In Teverina

La mia iniziale antipatia per la Toscana e per l’Umbria si è dileguata. Non ho mai amato la pianura o le basse altezze, ma sono sempre stata abituata alla pianura veneta, e i miei amici toscani mi sono tutti antipatici.

Nonostante la mia opinione su questi ultimi rimanga la stessa, riguardo ai dolci profili delle terre tosco-umbre ho decisamente cambiato idea.

L’unica cosa che un po’ mi infastidisce è la presenza endemica di robinie lungo la ferrovia, che mi impedisce di vedere al meglio il paesaggio, ma porterò pazienza.

È la prima volta che viaggio con tanta serenità, con la voglia di godermi il viaggio. In genere preferisco viaggiare in aereo – meno costoso e più veloce – ma è anche vero che non si vede niente fuori da quel minuscolo finestrino dei voli Ryanair o Airone e si è tutti stretti come sardine: quindi in genere il viaggio non me lo godo per niente, penso solo che non vedo l’ora di arrivare.

In treno invece è diverso: mi è capitato perfino – anche se raramente – andando a Trento all’università di fermare lo sguardo su qualcosa che mi colpiva particolarmente in quel momento, o che magari non avevo mai visto prima.

Durante questo tragitto è stato tutto nuovo, tutta una scoperta, anche perché lo zio mi forniva informazioni sulle cittadelle che ogni tanto facevano capolino dai colli sotto cui passa la ferrovia secondaria.

Baschi


 

 

Da qualche minuto un fiume sbuca dal bosco ogni tanto: è il Tevere.

Da amante della romanità classica non posso fare a meno di pensare di stare attraversando una terra che ospita da millenni la civiltà; e rabbrividisco alla sensazione di essere l’ennesima di chissà quanti milioni di persone a passare per di qua, dai tempi degli Etruschi, dei Romani, e da prima ancora.

Fra poco arriviamo a Roma, poi partiremo per San Felice al Circeo.

Amici vecchi, in posti nuovi (per me).

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