tramonto

 

Non è difficile immaginarvi lì sulla scogliera, la terrazzina, la pergola di vite, le seggiole di legno, il tavolino di marmo intarsiato, gli abiti bianchi, i capelli all’ultima moda.
Le chiacchiere sull’ultimo attore, chi vincerà il prossimo match, le scommesse sui gladiatori.

Fra un acino d’uva e l’altro, l’ora decima arriva.

Lentamente vi coricate sui clinia, con la speranza che il sereno vi accompagni per tutta la serata, tra calici di rosso Falerno.

La cena non è ancora pronta, la conversazione continua: la curia domani si riunirà al tempio, la basilica pullulerà di persone, finite le commissioni potrete gustare una manciata di noci e fichi secchi lungo la strada.

La terrazza splende di riflessi preziosi, il sole si corica, come ad imitarvi, sul grande klithe del mare.

La luce iridescente dell’astro tinge di rosso, arancio, rosa tutto ciò che incontra sulla sua strada.

Mare, Circe, scogli, bosco.

Come il mitico Mida, il suo tocco trasforma in metallo prezioso il mondo attorno a voi, a noi.

A me.





Scogliera del Faro di San Felice Circeo (LT), 27 – IX – 2014

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