Questa notte pensavo sarebbe stata l’ennesima con poco sonno, ma mi sbagliavo: sono proprio rimasta sveglia con gli occhi aperti a palla, a mo’ di gufo, per addormentarmi verso le 6 e svegliarmi al rumore della saracinesca del negozio della madre del mio fidanzato in quel di Pagani, dove attualmente sto in “vacanza”.

C’è da dire che non sopporto proprio il caldo, non riesco a stare bene, né fisicamente né psicologicamente. E non capisco come facciano le persone ad amare il caldo. Probabilmente sono nata nel posto giusto (perché alla fine al nord-est non fa questo caldo) ma nel momento sbagliato, e cioè un po’ in ritardo rispetto all’ultima glaciazione.

Tuttavia, in questo prolungato momento di insonne negatività, ho trovato il lato (più o meno) positivo della faccenda, che riassumerò in (brevi) punti:

  1. quando si è svegli (occhi a palla ecc.) ma si ha un sonno tremendo e si è stanchi, si vuole solo? Dormire, ovvio, ma è impossibile: ecco che possiamo sperimentare tantissimi modi per addormentarsi che troviamo sul web. Dove voglio arrivare? Il lato positivo è che si sperimentano metodi nuovi per dormire, perché se non ne avessimo bisogno non cercheremmo mai (e non proveremmo) tutte le più assurde str****te del mondo per prendere sonno. Ed essendo anche questo un tipo di informazione, possiamo dire che l’insonnia ci aiuta ad arricchire il nostro bagaglio culturale.
  2. chi di notte non è stato folgorato da una delle più grandi idee del secolo? O almeno da una grande idea per il pranzo del giorno dopo… insomma, è noto che quel simpaticone del nostro cervello si diverte a mandarci segnali geniali da chissà dove proprio di notte, quando per annotare la grande trovata ti devi alzare, barcollare alla scrivania nella speranza di non svegliare il tuo compagno e scribacchiare con l’indelebile sulla scocca del pc perché non hai pezzi di carta disponibili. Quindi il secondo beneficio è la genialità notturna, della quale è frutto anche questo post.
  3. c’è chi poi, non avendo altre persone nella propria stanza da disturbare, si mette a creare (arriva un messaggio all’1.40 di questa notte: i colleghi del mio compagno che lavorano ad un progetto web e fanno merenda in co-op su Telegram), perché la notte è più fresca e il silenzio – se c’è – concilia le idee, almeno, visto che non concilia il sonno.
  4. la notte poi è il momento migliore per agitarsi: è un circolo vizioso che prevede (secondo la mia esperienza) a) mancanza di sonno b) agitazione per tale mancanza c) approfondimento della mancanza di sonno. C’è poi il punto d), fondamentale: quale momento migliore della veglia notturna per ripensare a tutto ciò che già di giorno ci fa preoccupare? Perché non prendersi anche la notte per pensare a bollette, affitto, università/lavoro? E’ evidente che le canoniche 16 ore di veglia diurna non bastano, e così possiamo concentrarci in santa pace su queste questioni senza che nessun disturbatore carico di positività interrompa il nostro flusso di preoccupazione (in una sorta di negativo joyciano).

Ecco qui dunque i miei 4 punti “benefici” dell’insonnia estiva, riassunti in questo breve saggio squisitamente scientifico.

Se ce ne sono altri fatemi (e vi farò) sapere, l’esperimento non è finito qui, the show must go on (citazione forse impropria, perdonate, sono ancora sotto l’effetto della veglia).

Vi saluto, con i miei occhi a palla che spero passino alla fase “a mandorla” per poi chiudere con la fase “Broc dei Pokémon”.

Valentine

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